Posto su un’incantevole collina a 564 metri sul livello del mare, Montalcino conserva ancora inalterato il fascino di antico borgo medievale. Il suo territorio, parte del Parco Artistico Naturale
e Culturale della Val d’Orcia, è coperto da coltivazioni di vite
(da cui si ricavano vini di alto pregio), olivi e boschi in cui prevalgono alberi di leccio, dal cui termine latino (Ilex) deriva probabilmente
il nome Montalcino, contrazione di Mons Ilcinus.
Il vino Ilcinese ha conseguito negli ultimi anni una grandissima notorietà mondiale, raccogliendo l’apprezzamento generale
e l’encomio dei più esperti conoscitori. Non a caso, quella della coltivazione della vite è una tradizione plurisecolare.
Nel 1550, Leandro Alberti, monaco bolognese, nella sua
Descritione di tutta Italia, afferma che Montalcino era «molto nominato nel Paese per i buoni vini chi vi si cavano da quelli ameni colli».
Nel periodo degli assedi, le cronache del tempo fanno cenno ai vigneti collinari e ai gustosi vini qui prodotti.
Anche nei secoli a seguire non mancano tracce della presenza
di notevoli prodotti: tra Settecento e Ottocento letterati, politici
e studiosi di agricoltura si occuparono di Montalcino e dei suoi
prelibati nettari.
Indubbiamente, la conformazione geologica del terreno e le condizioni climatiche garantiscono una produzione di alta qualità: la fascia media della collina, dove è concentrata la maggior parte delle aziende vitivinicole, non è aggredita da nebbie, gelate o brinate tardive,
mentre il vento frequente mantiene l’aria fresca e pulita.
I vini pregiati DOC e DOCG di Montalcino si dividono nelle tipologie:
• Brunello
• Rosso
• Moscadello
• Sant’Antimo