La selezione manuale delle uve viene svolta in modo rigoroso, eliminando gli acini danneggiati o poco maturi e gli altri componenti indesiderati.
Il mosto, ottenuto pigiando l’uva e asportandone i raspi, viene postoin vasche di acciaio inossidabile a temperatura controllata per le 4 settimane in cui avvengono la fermentazione alcolicae la macerazione sulle bucce.
In questa fase, ogni sforzo è diretto a estrarre tutto il sapore desiderabile del frutto, oltre ai tannini più dolci e maturi.
La fermentazione malolattica, vale a dire la trasformazione dell’acido malico aspro nel più morbido e vellutato acido lattico, inizia durante questo periodo e viene quindi condotta a termine in barrique francesi.
Al termine della fase di fermentazione e macerazione, i vini Sangiovese e Merlot vengono uniti per produrre Luce, in genere una combinazione in parti uguali dei due vitigni. In alcune vendemmie, l’enologo variale proporzioni per esprimere al meglio la personalità del vino.
L’affinamento avviene in barrique francesi per un periodo di 24 mesi, durante i quali ogni barrique viene ripetutamente controllata: soltanto quelle che dimostrano uno sviluppo eccezionale vengono selezionate definitivamente per Luce. Dopo avere trascorso poco più di un annoin bottiglia, il vino è pronto per lasciare la cantina. Con estrema cura ogni bottiglia viene confezionata manualmente e sigillata in cassettadi legno.
Ogni anno, un numero limitato di pezzi viene conservato nella cantina dell’azienda come parte della collezione storica.
Un’architettura per Luce
«…Non si comprenderà Sartogo senza comprendere che per lui il pieno ed il vuoto, il positivo e il negativo, il reale e il virtuale,e/o il concettuale, non sono che le due facce, omologhe e distinte, di una stessa moneta. Non propone sostituzioni, ma integrazioni.»
Renato Pedio, Piero Sartogo Fictions, Universale di architettura, Torino, 1997.
Nel 2005 è stata inaugurata la nuova cantina di affinamento per le barrique, un progetto che unisce il funzionale al concettuale dell’architetto Piero Sartogo, ad ampliamento della cantina della Tenuta di Castel Giocondo.
È un grande spazio ipogeo, caratterizzato da pilastri che richiamano il giglio fiorentino, intersecato da una galleria prospettica che conduce a un atrio sormontato da un lucernario circolare. L’andamento della galleria collega i nuovi spazi con i preesistenti e con il nuovo ingresso in superficie, al centro di una copertura costituita da un grande specchio d’acqua. Una soluzione che coniuga il rispetto ambientale con il controllo termico della cantina.